“Fallen Angel” utilizza in maniera simbolica la metafora della fellatio come atto sacro di conoscenza, assimilazione e trasformazione interiore. L’angelo caduto della canzone è Lucifero: non il demonio nel senso moralistico del termine, ma il Portatore di Luce, colui che porta coscienza nelle profondità rifiutate dell’essere umano. L’intero brano ruota attorno all’idea che l’eros autentico sia una forza vitale capace di generare consapevolezza, creazione e rinascita.
Nel testo, la donna si inginocchia davanti al "Fallen Angel" e beve dalla coppa che raccoglie le sue lacrime dorate. Quelle lacrime hanno volutamente una consistenza densa, calda e morbida che richiama il seme maschile: il riferimento erotico è esplicito ma viene trasfigurato in linguaggio simbolico. “Bere” quel liquido significa nutrirsi della conoscenza che nasce dal dolore, accogliere dentro di sé ciò che normalmente si teme, si reprime o si giudica inaccettabile.
Lucifero piange perché è stato espulso dal Paradiso: rappresenta il dolore dell’esclusione, della vergogna, del desiderio negato e della parte autentica di noi che abbiamo sacrificato per essere amati o accettati. Le sue lacrime si trasformano in vetro perché i desideri inespressi, le emozioni soffocate e le verità interiori rifiutate finiscono per irrigidirsi dentro la psiche, diventando qualcosa che taglia e consuma dall’interno.
L’oro delle lacrime non è casuale. L’oro richiama l’alchimia, la trasformazione e il valore nascosto del dolore. Anche l’espressione “prendere qualcosa per oro colato” entra simbolicamente nella canzone: la donna, in ginocchio durante questa preghiera, accoglie la verità del "Fallen Angel" come qualcosa di prezioso e rivelatore. Chiede di “assaggiare” quel dolore perché soltanto attraversando le profondità dell’ombra si può sviluppare una reale coscienza di sé.
Qui Lucifero non rappresenta soltanto l’altro, ma soprattutto una parte nascosta della protagonista stessa: l’inconscio, il desiderio represso, la rabbia, la fame vitale, la sensualità, l’ambizione, la vulnerabilità e tutte quelle parti che spesso vengono sepolte per paura del giudizio. La preghiera rivolta all’angelo caduto è quindi una preghiera rivolta a se stessa.
L’atto del bere diventa simbolicamente un processo di digestione psichica: assimilare il dolore invece di rifiutarlo, comprenderne il significato invece di combatterlo, lasciarsi attraversare dalla propria oscurità affinché smetta di ferire. Quando la luce viene portata sull’ombra, nasce una nuova versione di sé più autentica, più integra e più coerente con la propria natura profonda.
Per questo “Fallen Angel” non parla soltanto di desiderio erotico, ma di integrazione dell’ombra, presa di coscienza del proprio potere personale e riconciliazione con le parti più temute dell’identità. L’eros diventa uno strumento di risveglio: un atto sacro attraverso cui il dolore si trasforma in conoscenza e la conoscenza in libertà.
Il punto di vista dello psicologo
Ascoltando “Fallen Angel”, leggendo testo e descrizione, si è acceso il collegamento con la fase orale che è il primo stadio dello sviluppo psicosessuale teorizzato da Sigmund Freud e occupa circa il periodo dalla nascita ai 18 mesi. Freud non la considerava semplicemente una fase legata al nutrimento, ovvero, per lui è il momento in cui il bambino costruisce il primo rapporto con il mondo, con il corpo, con il piacere, con l’altro e con il senso stesso di sicurezza.
Per comprendere davvero la fase orale bisogna uscire dall’idea riduttiva “bocca = mangiare”. Per Freud, la bocca è il primo organo relazionale. Il primo contatto con il mondo avviene attraverso, succhiare, mordere, ingerire, esplorare con la bocca, essere nutrito, essere tenuto in braccio. Ciò rappresenta simultaneamente nutrimento, calore, protezione, contatto, soddisfacimento, amore. Per questo quando Freud parla di piacere orale afferma che il bambino prova gratificazione non solo perché elimina la fame, ma perché l’atto stesso del succhiare produce piacere corporeo.
Da qui la nascita del Sé attraverso l’oralità. Il bambino vive qualcosa come "Esisto perché qualcuno mi nutre, mi contiene e risponde a me". Dunque la regolazione emotiva nasce inizialmente dall’esterno e quindi la capacità adulta di calmarsi, tollerare frustrazioni, sentirsi sicuri, stare soli.
Freud collegava simbolicamente alcune manifestazioni adulte alla dimensione orale, cioè alcuni comportamenti possono riprodurre inconsciamente modalità primitive di autoregolazione. Una fissazione orale, in senso simbolico, può emergere nelle relazioni come bisogno di fusione o paura intensa della distanza o, ancora, ricerca continua di conferme, desiderio di essere "nutriti" emotivamente, ecc.
Richiamando l’aspetto sessuale della canzone, torno a Freud quando parla di sessualità infantile. Che non intende erotismo adulto. Parla di energia pulsionale e scoperta del piacere corporeo. La fase orale rappresenta la prima esperienza in cui il corpo comunica: <<qualcosa mi fa stare bene>>. Questo è il primo nucleo della futura vita erotica. L’esperienza orale costruisce rapporto con il piacere, con la dipendenza, con il desiderio.
Secondo aspetto che “Fallen Angel” mi ha richiamato alla mente è l’ombra in chiave Junghiana. Il centro del testo non è l’atto erotico in sé, è l’incorporazione. Ed è qui che torna sorprendentemente il tema orale. La protagonista non desidera semplicemente l’angelo caduto ma lo beve. Non guarda l’ombra da lontano ma la introduce dentro di sé e la digerisce.
In termini junghiani, questa è quasi una metafora del processo di integrazione dell’ombra.
L’ombra, per Jung, contiene tutto ciò che l’Io ha espulso perché incompatibile con l’immagine cosciente di sé, ovvero, desideri inaccettabili, rabbia, sensualità, aggressività, vulnerabilità, ambizione, pulsioni vitali, aspetti creativi rimossi
Nel testo, Lucifero sembra dire: <<Io esisto e puoi nutrirti di me>>.
Mentre l’io può pensare sono buono, mi controllo, non provo certe cose, non desidero, non mi posso arrabbiare, ecc... arriva l’angelo caduto che è letteralmente portatore di luce.
Infatti, per Jung, l’incontro con l’ombra non avviene eliminando il buio, ma portando coscienza dentro di esso. Ed ecco il punto più forte del collegamento con ciò che dicevamo sul nutrirsi dell’ombra. Perché integrare l’ombra significa trasformare ciò che era escluso in qualcosa che può essere assimilato. Ma per essere assimilato va digerito! Appunto, la digestione psichica.
Per concludere, nel percorso di individuazione, ci nutriamo di ciò che avevamo escluso da noi stessi.
Testo e traduzione
Fallen angel, from your eyes
glass and fire start to rain,
drippin’ down your melted stars
golden, soft in the dark
Yeah, one of them
whispers out my name
Say it slow against my skin
feel me melt into your flame
Drop by drop, I feel you fall
warm like sin, like afterglow
Let it fall, don’t you stop
on my tongue, drop by drop
Golden stars, meltin’ slow
down my throat, feel it flow
Let me drink your sorrow down
let me taste your hidden fire
Fallen angel, say my name
take me deeper in your desire
Fallen angel, from your eyes
all your liquid starlight cries
thick and warm, it pours like gold
every secret left untold
Call my name, low and deep
wake the hunger in my bones
I’ll be yours to drown inside
where your darkest light is born
Drop by drop, I lose control
you’re the flood I wanna know
Let it fall, don’t you stop
on my tongue, drop by drop
Golden stars, meltin’ slow
down my throat, feel it flow
Let me drink your sorrow down
let me taste your hidden fire
Fallen angel, say my name
take me deeper in your desire
Golden
dripping
Soft and burning
Say my name again
Slow again
Let it fall, don’t you stop
feel it burn, drop by drop
All your stars inside my veins
all your pleasure, all your pain
Let me drink your sorrow down
let me taste your hidden fire
Fallen angel… say my name
I’m already your desire
Angelo caduto, dai tuoi occhi, vetro e fuoco iniziano a piovere, gocciolano le tue stelle fuse, dorate, morbide nell'oscurità.
Sì, una di loro sussurra il mio nome, dillo piano contro la mia pelle, fammi sentire sciolta dentro la tua fiamma.
Goccia dopo goccia, ti sento cadere, caldo come il peccato, come l'ultimo bagliore
Lascia che cada, non ti fermare, sulla mia lingua, goccia dopo goccia. Stelle dorate si sciolgono piano giù nella mia gola, le sento fluire. Lasciami bere la tua resa, lasciami assaggiare il tuo fuoco nascosto. Angelo caduto, di il mio nome, portami giù (profondamente) nel tuo desiderio.
Angelo caduto, dai tuoi occhi tutta la liquida luce stellare piange, densa e calda, si versa come oro. Chiama il mio nome piano e profondo, risveglia la fame nelle mie ossa, sarò tua da annegarci dentro, lì dove la tua luce più oscura è nata.
Goccia dopo goccia perdo il controllo, tu sei il diluvio che voglio conoscere.
Lascia che cada, non ti fermare, sulla mia lingua, goccia dopo goccia. Stelle dorate si sciolgono piano giù nella mia gola, le sento fluire. Lasciami bere la tua resa, lasciami assaggiare il tuo fuoco nascosto. Angelo caduto, di il mio nome, portami giù (profondamente) nel tuo desiderio.
Dorato, gocciolante, morbido e bruciante, di il mio nome ancora, piano, ancora.
Lascia che cada, non fermarti, senti bruciare, goccia dopo goccia.
Tutte le tue stelle dentro le mie vene, tutto il tuo piacere, tutto il tuo dolore.
Lasciami bere la tua resa, lasciami assaggiare il tuo fuoco nascosto.
Angelo caduto di il mio nome.
Io sono già il tuo desiderio.
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Commenti
Posso dire che la sola visione della copertina mi aveva già evocato la fellatio, ma pensavo 《Sei il solito sconcio; non c'entrerà nulla》? E invece... La musica fa un po' Lana Del Rey, mentre, quanto al testo e al senso, c'è bisogno di ripensare popolarmente la figura di Lucifero dimodoché la si concepisca come parte, anche diabolica, avversaria, di noi individui stessi e non come avversario a noi esterno.